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Pizzerie per asporto, panificazione e somministrazione: l’opinione dell’ANCI
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05-10-2007 |
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L’attività svolta “per asporto”ha trovato un terreno fertile non solo per quanto riguarda “le pizze vendute al dettaglio”, ma anche per altre attività che, inserite in un settore specifico come quello artigianale, sconfinano in altri settori, regolati da normative differenti. Ci si riferisce agli orari di chiusura, oltre alla tipologia di attività, che spesso è somministrazione non assistita. Quest’ultima crea una concorrenza sleale nei confronti dei bar e dei ristoranti. Per non parlare dell’ordine pubblico. L’apertura 24 ore su 24 prevista di fatto dal D. Lgs. 114/98, meglio conosciuto come Decreto Bersani, indica alcune categorie che non sono soggette ad uno specifico orario. Fra queste si ricordano le pasticcerie e le gastronomie. Significa anche che, scoperto l’arcano, in moltissime città soprattutto del Nord Est, sono sorti moltissimi punti vendita di gastronomia e di pasticceria, muniti, peraltro, di autorizzazione per la vendita di bibite. In pratica si è in presenza di pubblici esercizi presso i quali i clienti consumano in loco (ma anche fuori), di fatto, i prodotti acquistati, lasciando in situazioni di disagio il territorio ed i cittadini che abitano nelle vicinanze. La situazione non è da sottovalutare, soprattutto nelle piccole città ove la presenza di immigrati è massiccia. Infatti ora loro costituiscono l’anello più debole della società e vivono, in parte, ai margini della stessa, nelle situazioni peggiori e creando, quindi, situazioni di disagio per la comunità indigena. Questa premessa per inserirsi nella legge n°248/06 che ha convertito il famoso decreto Bersani n°223/06. L’art. 4 della legge già citata evidenzia le disposizioni urgenti per la liberalizzazione dell’attività di produzione del pane. Storicamente era necessario affrontare l’argomento e dare una soluzione con un sistema semplificato, con procedure snelle e praticabili. Infatti il pane non è più il bisogno primario! La panificazione considerata attività locale è stata legata al Comune ed è il Comune che autorizzerà la panificazione. Tuttavia l’art. 2 specifica che entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Ministero competente avrebbe emanato un decreto, volto a disciplinare in conformità al diritto comunitario su: a) La denominazione di panificio da riservare alle imprese che svolgono l’intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale; b) la denominazione del termine “pane fresco”da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzare al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi, della panificazione e degli impasti da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale; c) l’adozione della dicitura “pane conservato” con l’indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo. Ad oggi nessun decreto è stato emanato e, preso atto che la competenza è comunale, si naviga a vista. Tuttavia secondo la legge sopra citata, l’art. 2 bis consente ai titolari di impianti di panificazione l’attività di vendita dei prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle norme igienico sanitarie. E’proprio questo un punto che costituisce una serie di contraddizioni. E’ evidente che non si tratta di rivendita, bensì di locali dove il pane viene prodotto; infatti i locali devono per logica avere accesso nella pubblica via ed il rischio di dar vita, di fatto, a pubblici esercizi senza le cautele e i controlli del caso rischia un disordine sistematico per le pubbliche amministrazioni comunali. Anche per questa ragione l’applicazione dell’articolo succitato non ha trovato terreno fertile presso i vari comuni del Veneto. Le pizzerie al taglio possono essere considerate attività che, per analogia, godono delle stesse aperture. In realtà il legislatore nulla ha detto al tal proposito e la linea di distinzione fra esercizi e le attività sopra elencate è sempre più sottile dando vita a concorrenze sleali e a problemi di ordine pubblico. |
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Sciopero della Spesa
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12-09-2007 |
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Giovedì 13 Settembre 2007
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Le quattro maggiori associazioni a tutela dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno indetto per il giorno 13 settembre, uno sciopero della spesa in cui i cittadini di tutta Italia saranno chiamati a rinunciare ad almeno un acquisto e per una giornata alla pastasciutta, individuata come simbolo dei rincari esagerati ed ingiustificati. | | |
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Riconoscimento della professione di pizzaiolo
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27-08-2007 |
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La proposta di legge del Senatore Legnini
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Andate alla sezione "Pizza e Pasta Italiana" di questo sito. Cliccate la voce sul menu a colonna a sinistra "Qualifica Pizzaiolo" e potrete leggere l'intera proposta di legge del Senatore Legnini al riguardo. |
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Il Biodiesel all'olio di frittura
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25-07-2007 |
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McDonald's fornisce il combustibile per i camion
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D’ora in avanti, in Gran Bretagna, i 900 ristoranti della multinazionale americana dell’hamburger forniranno anche il combustibile per i camion necessari a fare le consegne ai ristoranti stessi. L’olio per la cottura (olio esausto) utilizzato nei locali verrà miscelato con olio di colza puro al 100% per ottenere quindi biodiesel ,contribuendo dunque ad una drastica diminuzione delle emissioni nocive emanate dalla flotta di camion della multinazionale. Inizialmente il biodiesel sarà composto da un 85% di olio esausto proveniente dai ristoranti e da un 15% di puro olio di colza. Secondo gli studi McDonald’s, questo progetto permetterà innanzitutto di risparmiare 1.675 tonnellate di carbonio in 365 giorni, ovvero l’equivalente di 2,424 station wagon alimentate a gasolio ogni anno. Parlando alla conferenza sulle energie sostenibili (sponsorizzata dalla stessa multinazionale) Matthew Howe, vice presidente Senior della compagnia, ha affermato:“Abbiamo deciso di implementare ulteriormente la nostra policy aziendale riguardante le tematiche ambientali attraverso la riduzione dei fattori di inquinamento, il riutilizzo ed il riciclo di tutti i materiali possibili utilizzati per il nostro ciclo produttivo. Il nostro piano di conversione d’olio in biodiesel è complementare alla riorganizzazione delle consegne che abbiamo già approntato per tagliare chilometri e sprechi di gasolio”. |
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Pizzafest a Tokyo
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09-05-2007 |
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Durante la trasferta in Giappone idelegati dell'Associazione Verace Pizza Napoletana, capitanati dal presidente Antonio Pace, hanno messo a punto in collaborazione con l'Ambasciata Italiana e con i rappresentanti locali alcune iniziative promozionali.
Dal 1 al 3 giugno, nell'ambito della primavera italiana in Giappone, gli associati locali saranno partecipi delle manifestazioni nella Cittadella di Kawasaki inoltre in collaborazione con la della Regione Campania, la Provincia e il Comune di Napoli si sta mettendo a punto un edizione del Pizzafest a Tokyo che dovrebbe svolgersi nell'autunno di quest'anno. |
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